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Uso della cannabis nelle lesioni cerebrali traumatiche


Le lesioni cerebrali traumatiche sono la causa più comune di morte nei giovani adulti e nei bambini negli Stati Uniti e sono una delle principali cause di morte e disabilità in tutto il mondo. Queste lesioni hanno gravi conseguenze sulla vita delle persone colpite, ma recenti ricerche indicano che la cannabis può essere un'opzione terapeutica per prevenire le conseguenze e le complicazioni delle lesioni cerebrali traumatiche

Le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) alterano le normali funzioni cerebrali. Durante la lesione, attraverso un meccanismo multifattoriale, il metabolismo neuronale, il rilascio di neurotrasmettitori e il flusso sanguigno al parenchima cerebrale vengono alterati, dando luogo a un processo infiammatorio, con produzione di mediatori chimici che inducono danni ai neuroni.


Le cause più frequenti sono le cadute, gli incidenti automobilistici e alcune patologie intracraniche come le emorragie.


Le conseguenze e le complicazioni della TBI includono:

  1. Convulsioni

  2. Disturbi neuroendocrini (come il diabete insipido o la carenza ormonale)

  3. Idrocefalo post-traumatico (accumulo di liquido nelle cavità cerebrali)

  4. Disturbi psichiatrici (depressione, ansia, paranoia, psicosi)

  5. Malnutrizione

  6. Ipercoagulabilità

  7. Paralisi

  8. Disturbi del linguaggio

  9. Disabilità


Allora…


Per capire come la cannabis possa essere considerata un'opzione nel trattamento delle TBI, dobbiamo ricordare la distribuzione dei recettori dei cannabinoidi.


I recettori CB1 accoppiati a proteine G si trovano nel tessuto nervoso in alte concentrazioni, soprattutto nel lobo temporale mediale, nello striato e nella corteccia cingolata. Agiscono quando vengono attivati dai fitocannabinoidi o dagli endocannabinoidi e inibiscono il rilascio dei neurotrasmettitori GABA, glutammato e acetilcolina.


D'altra parte, il recettore CB2 si trova sulle cellule del sistema immunitario, con una potente relazione con l'effetto antinfiammatorio della pianta.


Come funziona la cannabis nelle lesioni cerebrali traumatiche?


Durante:


Attraverso modelli sperimentali d'ischemia cerebrale, il cannabidiolo (CBD) o i suoi analoghi (agonisti del recettore dei cannabinoidi) sono stati utilizzati per valutare il suo effetto sul danno tissutale. Da questi studi è emerso che il CBD può ridurre le citochine pro-infiammatorie, l'attivazione microgliale e la produzione di nitriti, oltre a facilitare l'azione dell'anandamide e dei sistemi antiossidanti. Tutto ciò aumenta la sopravvivenza dei neuroni e riduce i danni causati dalla risposta infiammatoria.


Le prove indicano che il sistema endocannabinoide può svolgere un'attività neuroprotettiva attraverso l'inibizione della neuroinfiammazione e del rilascio di neurotrasmettitori.


Dopo di che:


L'uso medico dei cannabinoidi può modulare le condizioni psichiatriche di cui molte persone soffrono dopo la TBI, come ansia, depressione e disturbi da stress post-traumatico.


La cannabis può anche essere utile per trattare il dolore cronico e neuropatico presente in circa il 40% dei pazienti con TBI e può contribuire a migliorare i disturbi del sonno in questa popolazione.


D'altra parte, la ricerca sulla cannabis in malattie come l'Alzheimer, la sclerosi multipla e il Parkinson mostra che alcuni composti della pianta sono potenzialmente in grado di prevenire la perdita di memoria, migliorare l'attività motoria e promuovere la neurogenesi. Tali proprietà sono utili anche alle persone con sequele a lungo termine dopo

 

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